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mercoledì 8 novembre 2017

Costola Incrinata:come riconoscerla, sintomi e cure

Una costola incrinata è una costola che - a seguito di un trauma al torace - risulta indolenzita e dolente , specie durante gli atti di respirazione profonda. Talvolta, l'incrinatura costale interessa anche i muscoli intercostali, cioè i muscoli frapposti fra costola e costola.
costola incrinataGli eventi traumatici che più comunemente sono causa di incrinatura costale sono i colpi al torace ricevuti durante uno sport di contatto, gli impatti automobilistici, le cadute dalle scale e una tosse particolarmente violenta o prolungata nel tempo.
Per stilare una diagnosi corretta, i medici devono ricorrere, in aggiunta all'esame obiettivo, ad alcuni esami strumentali di tipo radiologico.
La terapia prevede il riposo da qualsiasi attività pesante o pericolosa per le costole, l'applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante e l'assunzione di farmaci antidolorifici.


Richiamo anatomico su costole e gabbia toracica

La gabbia toracica è quella struttura scheletrica che serve a proteggere organi vitali (come il cuore e i polmoni) e importanti vasi sanguigni (aorta, vene cave ecc).

Situata nella parte superiore del corpo umano, esattamente tra collo e diaframma, la gabbia toracica comprende:
  • Posteriormente, 12 vertebre;
  • Latero-anteriormente, 12 paia di costole (o coste);
  • Anteriormente, le cartilagini costali e un osso chiamato sterno.
Ogni paio di costole origina da una delle 12 vertebre posteriori, facenti parte della gabbia toracica.
Gabbia Toracica
Nella parte anteriore, le coste terminano con le cartilagini costali; queste ultime rappresentano il punto d'unione con lo sterno solo per le prime 7 paia di coste superiori. Infatti, dall'ottavo al decimo paio, le singole costole si uniscono (sempre tramite cartilagine) alla costa superiore (quindi le ottave alle settime, le none alle ottave ecc); mentre dal decimo al dodicesimo paio, sono libere.
Tra le costole ci sono numerosi muscoli, noti come muscoli intercostali. I muscoli intercostali consentono alla gabbia toracica di espandersi durante gli atti respiratori; pertanto giocano un ruolo fondamentale per l'introduzione dell'aria nei polmoni.

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Cos'è una costola incrinata?

Con il termine "Costola incrinata" si identifica la contusione di una costa della gabbia toracica, caratterizzata da indolenzimento ma non da fratture ossee. In particolari occasioni, alla presenza di una o più costole incrinate si associa anche un'alterazione dei muscoli intercostali.
Il meccanismo che porta alla comparsa di una costola incrinata è detto, nel linguaggio specialistico, incrinatura costale.
L'incrinatura costale è un infortunio abbastanza comune, di modesta gravità.

Cause
Una costola incrinata è quasi sempre conseguenza di un trauma diretto alla gabbia toracica.
Gli eventi traumatici che inducono più comunemente l'incrinatura costale sono:
I colpi ricevuti al torace durante un'attività sportiva, dov'è previsto il contatto fisico. Gli sport più a rischio sono il rugby, il football americano, l'hockey su ghiaccio, il calcio e la pallacanestro.
Gli incidenti automobilistici. In queste situazioni, l'impatto al torace può essere tale da alterare la normale struttura della gabbia toracica e di una o più costole.
Gli incidenti domestici, come una caduta dalle scale o a seguito di uno scivolamento su un terreno accidentato.
I contraccolpi al torace di una tosse violenta o di lunga durata. Potrà sembrare strano, ma anche piccoli urti, se ripetitivi, possono gravare sulla salute delle costole e indurre una loro alterazione. In alcuni sfortunati casi, sono in grado anche di provocare una frattura ossea.
Sintomi e Complicanze
Una costola incrinata è causa di dolore e, talvolta, anche di gonfiore ed ematoma, in corrispondenza dell'area traumatizzata.
 
PARTICOLARITA' DEL DOLORE

Il dolore che caratterizza una costola incrinata tende a peggiorare in alcune particolari circostanze:
  • Quando il paziente respira profondamente.
  • Con la compressione della zona toracica infortunata.
  • Con i movimenti di torsione e piegatura del corpo.
  • Quando il paziente dorme dalla parte della zona traumatizzata.
Se, a causa di un dolore molto intenso, il paziente fatica a respirare in maniera normale, sviluppa fiato corto (dispnea), mal di testa, vertigini, giramenti di testa, senso di stanchezza/sonnolenza ricorrente e ansia.

 QUANDO RIVOLGERSI AL MEDICO?


Quando un colpo al torace determina dolore persistente (soprattutto durante i respiri profondi), gonfiore e formazione di un ematoma, è bene contattare immediatamente il proprio medico curante o recarsi al più vicino centro ospedaliero, per un approfondimento della situazione.
Sintomi e segni per i quali è bene contattare il medico.
  • Presenza di dispnea
  • Dolore al torace che aumenta, invece di ridursi
  • Presenza di dolore alla spalla o all'addome
  • Tosse e febbre 
 COMPLICAZIONI

Non riuscire a respirare profondamente, a causa del dolore, può avere delle ripercussioni sulla salute dei polmoni, in alcuni casi anche molti gravi.
Infatti, può determinare l'insorgenza di polmoniti e infezioni polmonari di vario genere.
Inoltre, è importante ricordare ai lettori che un secondo colpo ai danni di una costola incrinata può determinarne la rottura. La frattura di una costola è un infortunio decisamente più serio dell'incrinatura, in quanto le estremità appuntite di una costa rotta possono ledere i vasi sanguigni toracici, i polmoni, il cuore e i principali organi addominali.

Nota bene: il fatto che, in presenza di una frattura alle costole, vasi sanguigni e organi toracici possano ledersi distingue, sotto il profilo puramente medico, la condizione di costola fratturata dalla condizione di costola incrinata.

Diagnosi

Una costola incrinata provoca sintomi e segni molto simili a quelli prodotti da una costola fratturata.
Pertanto, per distinguere le due condizioni, i medici devono far seguire a un accurato esame obiettivo anche degli esami strumentali di tipo radiologico.

ESAME OBIETTIVO
Durante l'esame obiettivo, il medico visita il paziente, ricercando eventuali segni clinici esterni (ematomi, gonfiore ecc), e lo interroga sui sintomi:

  • In che cosa consistono?
  • A seguito di quale evento sono comparsi?
  • Quali movimenti o gesti ne acuiscono l'intensità?
Domande di questo genere permettono di capire, a grandi linee, il problema di base e che cosa l'ha provocato. Dopo il questionario, l'esame obiettivo termina con la palpazione della zona dolorante (per vedere qual è la risposta del paziente), l'auscultazione dei polmoni e del cuore (alla ricerca di eventuali suoni anomali) e l'analisi del capo, del collo, del midollo spinale e del ventre.

ESAMI STRUMENTALI
Gli esami strumentali di tipo radiologico sono indispensabili per il raggiungimento di una diagnosi corretta e sicura.
Tra le procedure prescritte, solitamente rientrano:

  • I raggi X. In genere, permettono di stabilire con facilità se una costola è solo incrinata oppure fratturata. Risultano poco chiari soltanto in presenza di fratture lievi, non nette. I raggi X sono radiazioni ionizzanti nocive per la salute; tuttavia è bene ricordare che la dose di tali radiazioni è minima.
  • La TAC. Fornisce una serie di immagini tridimensionali, che riproducono molto chiaramente l'anatomia interna del corpo. 

Radiografia costole
È molto utile per escludere la presenza di una frattura. Infatti, permette di valutare non solo le ossa della gabbia toracica, ma anche lo stato di salute dei vasi sanguigni toracici, dei polmoni e degli organi addominali.
Basa il proprio funzionamento sull'utilizzo di quantitativi non trascurabili di radiazioni ionizzanti.
La risonanza magnetica nucleare (RMN). È un esame radiologico che prevede l'esposizione del paziente a campi magnetici del tutto innocui, senza bisogno di radiazioni ionizzanti nocive.
Come la TAC, è utile per valutare una vasta gamma di elementi: costole, vasi sanguigni passanti per il torace, polmoni e organi dell'addome.

 Trattamento 


La terapia che i medici adottano in caso di costola incrinata prevede riposo, applicazione di ghiaccio sulla zona dolorante e assunzione di farmaci antidolorifici.
Tra gli antidolorifici più usati, rientrano l'aspirina, i derivati dell'aspirina e l'ibuprofene.



L'IMPORTANZA DI RIDURRE IL DOLORE

Come anticipato, non riuscire a respirare profondamente predispone all'insorgenza di polmoniti e infezioni polmonari.
Quindi, le cure antidolorifiche hanno un'importanza terapeutica fondamentale: riducendo il dolore, consentono al paziente di respirare nuovamente in modo profondo, senza patire fastidi eccessivi.

martedì 1 marzo 2011

Dolore alla Caviglia, come si cura, cosa fare

La caviglia ci fa male e/o è gonfia a causa di una distorsione oppure ci fa duole a stare in piedi e avvertiamo un improvviso senso d'instabilità? E' un male frequente perché è l'articolazione del nostro corpo più soggetta alle slogature. Qualsiasi sport che chiede degli arresti e ripartenze in successione come il basket, calcio, tennis e altri è alquanto stressante per le complesse articolazioni della caviglia, ma ci si può slogare la caviglia anche solo facendo jogging a passo molto moderato affrontando un semplice dislivello, provocando la rottura drastica dei legamenti interni o esterni che aiutano a tenere compatta tutta la struttura articolare della zona.

Se proviamo dolore alla caviglia dobbiamo subito accertarci che sia effettivamente da attribuire ad una distorsione; questo perché circa il 20% dei casi di rottura del tendine d'Achille vengono trascurati in quanto si pensa erroneamente che ci si sia procurati una semplice slogatura alla caviglia. Un metodo semplice ma che potrebbe essere anche doloroso per capire cosa ci si è davvero fatti è quello di sollevarsi delicatamente sulla punta dei piedi, se avvertiamo un dolore forte al polpaccio è facile che abbiamo il tendine d'achille rotto, altrimenti abbiamo preso una semplice storta.



Gradi della distorsione
Le possibili cause di dolore alle caviglie sono lesioni ossee, compressione di nervi, artrite, arcate dei piedi troppo accentuate o piatte, ma la distorsione alle caviglie è talmente diffusa da avere una graduatoria solo per se, eccola:

1 Grado Una distorsione di primo grado è lieve e non provoca subito dolore, potremmo non notare gonfiore sino a quando non ci togliamo le scarpe a fine partita o facciamo la doccia.

2 Grado Le distorsioni di secondo grado sono le più noiose anche se non sempre sono le più dolorose, queste distorsioni si gonfiano parecchio e subito. Si caratterizzano in una lesione parziale ed i legamenti spesso risultano tesi tanto da non riacquistare mai la compattezza originale e quindi una caviglia in questo stato non curata rischia di cedere in un secondo momento.
HashFlare 3 Grado Le distorsioni di terzo grado sono senz'altro le più dolorose, il vantaggio è che le prospettive di guarigione sono buone. Molto probabilmente abbiamo la caviglia livida, non si è quasi mai in grado di camminare e ci sembra che lì sia tutto rotto, ma indossando una cavigliera rigida per un certo periodo di tempo la guarigione normalmente è rapida e totale.


Come si cura - Terapia

Chiunque giochi agonisticamente sa che per trovare sollievo da una distorsione ci vuole riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione; comunque non basta quasi mai fasciare la caviglia e metttere il ghiaccio per guarire. Per il riposo dipende dalla gravità dell'infortunio, potrebbero volerci tre giorni o quindici. Il ghiaccio dovrebbe essere avvolto in un panno e applicato per 15-20 minuti almeno 3 volte al giorno. Una buona compressione deve prevedere una fasciatura elastica alla caviglia non troppo stretta, con un tampone a diretto contatto con la parte infortunata. L'elevazione (mettere il piede in alto) serve a ridurre il gonfiore, quindi portare la caviglia ad una altezza superiore a quella del cuore.
Avete preso una storta? ecco cosa fare:

Evitiamo di togliere le scarpe Non togliamo le scarpe fin quando non saremo al prontosoccorso o a casa nostra , così preveniamo il gonfiore e senza dubbio miglioriamo i tempi di recupero, inoltre se tolta poi non potremo rimettercela proprio a causa del gonfiore.

Muoviamo il piede Se dopo qualche giorno il dolore e il gonfiore stanno passando, dobbiamo iniziare la riabilitazione della caviglia. Possiamo provare a fare brevi camminate, massaggi sulla caviglia stessa ed anche qualche lieve movimento, se il dolore si ripresenta interrompiamo subito le attività. Non bisogna mai esagerare con questi movimenti ma è necessario riprendere quanto prima a muovere l'articolazione, perché il piede rimane inattivo, maggiore sarà la cicatrizzazione dei tessuti, e quindi si allungheranno i tempi di recupero e la flessibilità potrebbe essere permanentemente compromessa.

Applichiamo del calore Dopo 3 o 4 giorni di applicazioni col ghiaccio se vediamo la situazione migliorata possiamo mettere una borsa d'acqua calda o un tampone caldo 15 minuti prima di fare gli esercizi di mobilitazione, così facendo si favorisce l'afflusso sanguigno e la si tiene più flessibile.

Cavigliera Dobbiamo uscire? Proviamo ad utilizzare una cavigliera ad aria o a silicone come usano gli atleti, all'inizio può dar fastidio, ma fornisce un buon supporto alla caviglia e evita altre distorsioni, si trovano in vendita nei negozi di articoli sanitari o via internet (provate i prodotti sporlastic).



Andiamo dal dottore Se non possiamo poggiare il piede a terra o se non riusciamo dopo una intera settimana a camminare normalmente è meglio fare una visita da un ortopedico, ricordate che la rottura del tendine d'achille è inveterata dopo quindici giorni, quindi andate a farvi visitare. La rottura inveterata del tendine di achille richiede la tenoraffia a cielo aperto, che è molto più complessa degli altri tipi di operazione, almeno come tipo di ferita. Consigliabile se si è fatta una prima lastra farne una seconda dopo 15 giorni perchè nella prima può non vedersi una possibile frattura. Attenzione ai lividi ed ai versamenti. Se c'è un livido viola / rosso, si è rotto un vaso e probabilmente anche un tendine.